eventi 2011

10 - 11 SETTEMBRE 2011

RIFUGIO 7° ALPINI 

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16 GIUGNO 2011
PRESENTAZIONE DEL LIBRO DOLOMITI INSOLITE 2
INTERVENTO DI GIULIANO DE MAS

 

La mia avventura nella montagna non è certo legata all'alpinismo puro. I miei trascorsi di vagabondo, ricercatore di cenge e di banche, mai mi hanno avvicinato ai quinti e ai sesti gradi. Chi, tra le sue mete più ambiziose può annoverare gli Spiz zoldani saliti per le vie normali, o poco altro, non si può certo definirsi alpinista. Ma non si deve credere che chi non può vantare maggiori traguardi non abbia altre ambizioni. La nostra? La consapevolezza innanzitutto, di avere in qualche modo partecipato alla formazione dlel'idea del Parco in anni lontani, di avere combattuto in prima linea per la salvaguardia della Caiada. la presunzione infine, di saper valutare una montagna secondo una scala di bellezza, di valori estetici. E la Schiara che domina la Val Belluna, il suo capoluogo, raggiunge secondo la nostra scala forse i livelli più elevati, legittimata anche da un'ampia letteratura e dall'istituzione di un Parco Nazionale.
Per chi provenga da sud, dalla stretta di Quero, la Schiara inizialmente non si annuncia trionfalmente, bensì quale modesta imbarcazione, un bastimento tutt'al più, che fende i flutti tumultuosi di un mare agitato. Il colore chiaro delle sue rocce non è facilmente distinguibile. Essa si presenta alquanto confusa, sia pure in forma dignitosa.
La frequentazione di tutta la montagna dolomitica ci porta però una volta giunti a  Belluno, a valutare la bellezza della Schiara invece ai massimi livelli. Dal capoluogo essa si scorge in quasi tutta la sua armonica ampiezza. Con le sue rocce dolomitiche chiare, con le sue pareti che precipitano per oltre 800 metri, che nettamente la caratterizzano e la distinguono dai monti vicini che l'accompagnano. Maestosa nel selvaggio della sua complessità e della sua diversità. La grande parete del Burel, oltre 1300 metri di profondo abisso, generalmente non si vede. Nella mia personale esperienza che mi ha consentito di "esplorare" non solo i territori più conosciuti, ma anche quelli meno frequentati, posso affermare di avere difficilmente trovato tanta bellezza quanta quella espressa nell'ampia conca del Pis Pilon ai piedi della favolosa Schiara, che ripete nel tempo la bellezza antica, immutata nell'atmosfera ancor oggi. Con le sue parete ragguardevoli che strapiombano, con le sue torri. Tanta magia sotto gli alti profili del monte accompaganti dall'arditezza della Gusela del Vescovà, obelisco di soli 40 metri, scolpito sopra gli abissi della parete meridionale. Punta di roccia (Ponta de Prieta per l'appunto) divenuta famosa e alla quale imploriamo di non cadere e di tenere duro ancora a lungo perchè elemento prezioso del paesaggio bellunese.
Forse tutt'oggi tanti di noi bellunesi nascondono ancora dentro di sè la verità che portano dentro. La consapevolezza che la Schiara è una montagna regina. Occorre superare quella dicrezione, quella riservatezza tipicamento buzzatiana, allora pienamente legittima, che lasciava solo intravvedere con pudore la predilezione del grande scrittore per questa montagna.
Quasi tutti i miei libri di montagna parlano della Schiara. Poca cosa forse. Gli ultimi, dove non vi è stato l'obbligo di mantenere certi schemi, di attenersi a strette regole, divenuti guide insolite di un mondo insolito, iniziano davvero tutti con la Schiara. Col Bus del Buson, col Troi de la Mola, con la nuova conquista della Schiara da riscoprire proprio attraverso il suo percorso più noto nella Valle dell'Ardo, col Zimon del Terne osservatorio privilegiato. Segnale di affetto, ma anche di apprezzamento. Quella realtà soggettiva di bello scoperta in anni lontani al Pis Pilon, è divenuta nel tempo realtà oggettiva, e come tale molti la vedono e la reputano. La realtà soggettiva si sposa, coincide nel nostro caso con quella oggettiva. La bellezza non si musura in metri di quota. I 2565 della Schiara ci bastano ed avanzano. Maestosa, imponente, di una bellezza gotica nelle sue Pale, nella sua Gusela, imprevedibile. Un po' maschio, un po' femmina. Persino nel nome. Lo Schiara, la Schiara. I grandi alpinisti ne hanno svelato, messo in luce la prima anima. Gli esploratori che prediligono l'avventura nel silenzio, la bellezza, si sono maggiormente soffermati sulla seconda. Se qualcuno ci chiedesse di rappresentare una montagna, questa prenderebbe i contorni, i profili della Schiara. Ma ci manca la capacità di descriverla con la matita, di saperne scegliere i colori così variabili, ad ogni mutevolezza del giorno, delle stagioni, del tempo meteorologico. La natura non ci ha resi artisti, ma pietosa delle nostre incapacità, ha steso a settentrione di Belluno la più bella tela ad olio che si possa immaginare.
Bolzano Bellunese ove noi ci troviamo, Case Bortot più a monte lungo la Valle dell'Ardo, costituiscono l'ingresso principale alla Schiara, un momento di sacralità sottintesa. Piace che qui a Bolzano vi sia tanta attività e si respiri l'aria di una vita vissuta. Bolzano Bellunese è l'Università della montagna. Essa incute soggezione a chi vi si presenti.
Qui nasce e matura la mia idea di montagna, qui si conclude il cerchio. In questo territorio ho trovato tutto. Il progetto ragionevole di un Parco Nazionale delle Dolomiti è stato ispirato dalla magia di questi luoghi nella Valle dell'Ardo. Nella parola nazionale è racchiusa l'importanza del territorio sublimato anche dall'avventura opportuna elevazione a Patrimonio dell'Umanità,
Se qualcuno ci facesse indicare un altro luogo ove abbiamo posato i nostri occhi compiacenti, quel luogo resterebbe all'interno del Parco. Idealmente ci faremmo trasferire dal Pis Pilon, dalla Valle dell'Ardo con le tante sue bellezze, sino all'osservatorio del Passo di Cimia, dal quale potremmo gustare quello che abbiamo definito un brandello di territorio strappato al Paradiso e trasferito sulla terra. I Piani Erera-Brendol accostati ai Piani Eterni, alla rossiccia catena del Brendol, al dolomitico Cimonega e alle più lontane Pale di San Martino.
Dino Buzzatti riteneva la Schiara la montagna della sua vita. ma essa lo è stata anche per molti altri. E non solo bellunesi. Al nostro più eccelso cantore, poeta, favoleggiatore, noi molto siamo debitori. Egli per primo ci ha introdotti nel grande mistero di questa montagna grande e generosa mettendola a disposizione di quanti hanno vissuto il suo tempo e si sono poi succeduti. Si siano essi chiamati Mario Brovelli, Piero Rossi, Furio Bianchet, Toni Hiebeler, Virginio Rotelli. Quel mistero non è stato ancora del tutto svelato. E mai lo sarà perchè esso si ricompone dietro ad ogni passaggio di uomo. La Schiara ha ancora molto da darci. E' un sogno che si rinnova nel tempo.
Da qui partono anche le mie ultime pubblicazioni rivolte alle Dolomiti insolite come ho già detto. Qui parte anche l'ultimo testo dedicato a La montagna dietro l'angolo uscito proprio in questi giorni e di cui parlerò certamente in altre occasioni.
All'audiovisivo confezionato dall'amico Roberto Soramaè cui ha collaborato con la voce anche la compagna Rosanna Tomas, il compito di illustrare il nostro secondo volume dedicato alle Dolomiti insolite. I testi sono generalmente estrapolati dal libro.
Un grazie al Circolo Culturale 25 Aprile che ha organizzato questa serata, accompagandosi alla sezione del CAI di Belluno e alla Fondazione Società Bellunese, ai singoli presentatori, a chi ha voluto essere presente... e naturalmente a questa vallata che ci ha sempre accolto col suo affettuoso abbraccio.

 


 
 
 
 
 
 
FOTO SERATA "DALLA S'CIARA ALL'EIGER"
 
venerdì 20 maggio 2011
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
   
 
 
 
 
 
 
 


 
 
RASSEGNA STAMPA: 
- Successo per il concert performance di Enrica Bacchia a Bolzano bellunese
 

 
 
 
 


 

30/10/2011
Il salone dell'asilo era gremito  di spettatori sabato 29 ottobre alla rappresentazione della commedia "I scherzi  dell'amor" interpretata con bravura dalla compagnia teatrale "I  Farsaioli". Il pubblico ha dimostrato il proprio divertimento con risate e molti applausi calorosi Tale entusiamo è stato percepito dagli attori che si sono trovati così a proprio agio durante lo spettacolo.  



il teatro a Bolzano Bellunese...
Sabato 29 ottobre 2011 alle ore 20.30
presso l'Asilo
 
presentazione:
La montagna bellunese è tuttora ed è stata terra di emigrazione, nella seconda metà del 1800, per motivi di lavoro. A questa realtà si ispira la trama della commedia originale in dialetto bellunese "I scherzi de l'amor", ambientata a Soverzene. Essa descrive in modo divertente quella che era la vita di un tempo,  con i suoi ritmi, i suoi valori, le sue regole e superstizioni.
La commedia vuole però cogliere anche altri aspetti oltre quello storico: cioè l'aspetto linguistico, che si basa sulla ricerca della parlata dialettale
accostandosi a dialetti diversi; e quello etnografico che trae spunto dalla tradizione orale tramandata a Soverzene fino ai nostri giorni, ricca di storie, aneddoti, personaggi a cui attingere.
E' giocata infine, sulle schermaglie amorose e vuole dipingere delicatamente
gli stati d'animo e le varie sfumature che il sentimento assume a tutte le età.
*****
 
PERSONAGGI ED INTERPRETI
 
Sunta: Raffaella Dal Magro
Rosina: Susi Gregoris
Lorenzo Gat "Borgo": Angelo Balbinot
Lalo dei Paoi: Italo Rualta
Jenoefa: Annalisa Savi
Angelica: Dolores Cassol
Nando: Marcello Decima
Gustin: Luciano Rold
La Nerta: Amelia Savi
Moleta: Arcangelo Trevisson
Sindico: Domenico Cassol
Don Lisandro: Ruggero Savi
 
Testo e regia: Daniela Savi
Luci e suoni: Lorenzino Moro
Scene: Ruggero Savi
Grafica: Anastasia Savi
 
STORIA DELLA COMPAGNIA
La Compagnia Teatrale "I Farsaioli" opera dal 1991 a livello amatoriale e si occupa di teatro popolare dialettale, ispirato alla vita di un tempo tramandataci oralmente, con particolare attenzione al recupero delle tradizioni locali del bellunese e alla ricerca della geniunità dell'aspetto linguistico.
Il gruppo ha scelto di accostarsi alla commedia dialettale, adatta a tutti i tipi di pubblico, e di continuare su questa strada in quanto, espressione più immediata
e geniuina della nostra cultura popolare, dei cui echi è piena la memoria collettiva.
 
 La Compagnia si è proposta positivamente all'attenzione del pubblico con le commedie:
 
"Mi son poaret"
(stagione 1992/93)
 
"Na lengua che taia e che cusis"
(stagione 1993/94)
 
"I scherzi de l'amor"
(stagione 1995/96)
 
"Mi son poaret"
(ried. stagione 1996/1997)
 
"Mi son sior"
(stagione 1998/99/2000)
 
"Na lengua che taia e che cusis"
(ried. stagione 2002/03/04)
 
"Massa tant e massa poc"
(stagione 2005/11)
 
****
 
Compagnia Teatrale "I farsaioli"
Via Roma, 63 - 32100 Soverzene (BL)
ifarsaioli@libero.it 









 

COMUNICATO STAMPA 

Il prossimo 21 ottobre a Bolzano Bellunese si esibirà il Coro “Garibaldi Soms Band” diretto dal Maestro Duilio Maggis. Il Coro racconterà la storia d’Italia dal Risorgimento alla 2^ Guerra Mondiale, interpretando antiche melodie.

Filo conduttore le letture che ricorderanno le vicende e spiegheranno la nascita dei canti. Il racconto storico sarà integrato con episodi avvenuti nel Bellunese. Un considerevole contributo nella ricerca della documentazione locale, che è stata condotta dal Circolo Culturale 25 Aprile, è stato fornito dall’Archivio Storico del Comune di Belluno e dall’Associazione Nazionale Bersaglieri Presidenza Provinciale di Belluno.

La serata è stata organizzata dal Circolo Culturale 25 Aprile di Bolzano Bellunese con il contributo della Comunità Montana di Belluno e Ponte nelle Alpi e della Fondazione Società Bellunese,  in memoria dei 150 dell’Unità d’Italia.

L’iniziativa è stata patrocinata dal Comune di Belluno e dal Comitato per gli Usi Civici di Bolzano e Vezzano.





 



 


Pagine secondarie (1): ARMONIE 2011
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